
Quando ci troviamo di fronte a una disputa, il pensiero corre quasi sempre al tribunale, a carte bollate e a tempi infiniti. Eppure, per raggiungere il risultato sperato (risolvere il conflitto con la reciproca soddisfazione delle parti) esiste un percorso diverso, certamente più veloce, economico e costruttivo: la conciliazione.
Questo termine, è strettamente legato alla mediazione; o meglio… ne rappresenta il risultato finale e desiderato. Il D.Lgs. 28/10 definisce la conciliazione come la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione.
Ma cosa significa esattamente conciliare e perché scegliere questa via per risolvere le proprie divergenze, evitando i costi, le lungaggini, l’alea e, non ultimo, lo stress di un processo?
In questo articolo, faremo chiarezza sul concetto di conciliazione illustrando i numerosi vantaggi che la rendono uno strumento sempre più efficace per risolvere le liti.
Cos’è la Conciliazione?
La conciliazione è il risultato finale di uno strumento di risoluzione alternativa delle controversie (ADR – Alternative Dispute Resolution), ad esempio la mediazione civile e commerciale (tuttavia dobbiamo immaginare la conciliazione come la soluzione trovata al termine di qualsiasi percorso stragiudiziale come, ad esempio la mediazione familiare, la mediazione penale o la conciliazione sindacale) che permette a due o più parti in conflitto di trovare un accordo amichevole che il legislatore definisce, appunto, conciliazione.
Definizione giuridica
In ambito giuridico, la conciliazione altro non è quindi se non l’accordo trovato a valle di una procedura che mira a risolvere controversie civili e commerciali e/o familiari con l’intervento di un mediatore (ovvero la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo).
Origine e contesto normativo
In Italia, quando si parla di conciliazione non si può non citare l’articolo 185-bis del Codice di Procedura Civile (che consente al giudice di formulare una proposta di conciliazione alle parti durante il processo) ma sopratutto il D.Lgs. 28/2010 per la mediazione civile e commerciale. Ogni Organismo di Mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia, offre il servizio di media-conciliazione ; ogni singolo procedimento si svolge secondo l’apposito regolamento che ciascuna Camera di Mediazione adotta.
Conciliazione Significato e finalità
Il significato della conciliazione si basa sull’autonomia delle parti, che vengono invitate a trovare una soluzione condivisa al problema, in un clima di collaborazione e rispetto reciproco. L’obiettivo è raggiungere un accordo, che abbia la natura e la forma di un contratto tra le parti, ma che può avere efficacia esecutiva, cioè lo stesso valore di una sentenza.
Quando si usa la conciliazione?
La conciliazione è particolarmente utile quando si vuole risolvere un conflitto vertente su diritti disponibili. Si pensi (ma non solo) a:
- Liti tra consumatori e aziende
- Controversie familiari o ereditarie
- Questioni tra inquilini e proprietari
- Disaccordi tra soci o partner commerciali
Ambiti civili e commerciali
Nel campo civile, è applicabile in quasi tutte le controversie dove c’è margine per un accordo. In ambito commerciale, è spesso usata per evitare cause lunghe e costose. Più in generale chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, secondo le disposizioni del decreto legislativo 28/10.
Esempi di controversie
- Disputa tra vicini per questioni condominiali
- Disaccordi tra clienti e fornitori su prestazioni di servizi
- Liti per eredità tra familiari
La procedura di conciliazione: come funziona
La procedura inizia con la presentazione di una istanza o domanda di mediazione da parte di una delle parti interessate.
Questa può avvenire:
- presso un organismo di mediazione iscritto al registro del Ministero della Giustizia,
Il procedimento si svolge in modo semplice, strutturato in fasi:
- Presentazione dell’istanza
- Convocazione delle parti
- Incontro di mediazione col mediatore
- Discussione / negoziazione
- Conciliazione (ovvero redazione dell’accordo se raggiunto)
Nomina del mediatore / conciliatore
Il conciliatore civile, rectius, il mediatore civile è figura imparziale, in possesso di una specifica formazione e viene nominato per gestire l’incontro dal responsabile dell’organismo di mediazione. Il suo ruolo è quello di agevolare il confronto e proporre soluzioni concrete, ma senza mai imporle.
La mediazione è infatti l’attività svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa; tuttavia il mediatore gestisce la mediazione rimanendo privo, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per le parti in lite.
Svolgimento dell’incontro
Le parti vengono convocate per discutere la controversia. Il mediatore:
- chiarisce le esigenze e le posizioni delle parti;
- riattiva la comunicazione;
- stimola la collaborazione finalizzata al raggiungimento della conciliazione.
Se le parti raggiungono un’intesa, viene redatto un verbale di conciliazione.
Tempi e costi
La durata varia, ma in genere si risolve in poche settimane. I costi sono inferiori rispetto a un processo ordinario e, in alcuni casi, è possibile avvalersi del gratuito patrocinio
L’accordo di conciliazione: cos’è e quali effetti produce
La conciliazione rappresenta l’esito positivo del procedimento di mediazione. Si tratta di un documento scritto, firmato da tutte le parti coinvolte, che contiene termini e condizioni con le quali si è deciso di risolvere amichevolmente la controversia.
Valore legale dell’accordo
Questo accordo ha, sostanzialmente, il valore di contratto tra le parti. Se sottoscritto dalle parti e dagli avvocati che le assistono e in presenza del mediatore/conciliatore, ha efficacia esecutiva, ovvero è titolo (al pari di una sentenza giudiziale) per procedere in caso di inadempimento.
Omologazione del Presidente del Tribunale
Quando la conciliazione manca della sottoscrizione degli avvocati, l’accordo posto in essere fra le parti deve essere omologato dal Presidente del Tribunale del luogo dove ha sede l’organismo di mediazione avanti al quale l’accordo è stato raggiunto, che, verificata la conformità a norme imperative e ordine pubblico, con l’omologa attribuisce efficacia esecutiva.
Vantaggi della conciliazione rispetto al processo
I vantaggi della conciliazione sono numerosi e concreti, tanto da rendere il procedimento di mediazione finalizzato alla conciliazione una valida alternativa alla domanda giudiziale.
- RapiditàLa mediazione può concludersi in tempi molto più brevi rispetto a una causa civile; spesso la conciliazione si raggiunge in poche settimane.
- Costi ridottiLe spese sono notevolmente inferiori rispetto a quelle giudiziarie. In alcuni casi è possibile accedere a forme di gratuità e/o tariffe calmierate.
- RiservatezzaLe informazioni rese e la documentazione acquisita durante il procedimento rimangono riservati e non possono essere utilizzati nell’ambito dell’eventuale successivo giudizio.
- Minore conflittualitàL’approccio collaborativo riduce la tensione tra le parti, aiutando a preservare rapporti personali e/o commerciali.
La Differenza tra mediazione e conciliazione
Molti sovrappongono i due concetti, ma è corretto parlare di mediazione per identificare quel percorso di natura stragiudiziale che potrebbe concludersi con la conciliazione.
| Conciliazione | Mediazione |
|---|---|
| Può essere gestita anche da un giudice (conciliazione giudiziale) | Sempre svolta da un mediatore extragiudiziale |
| Il conciliatore può proporre attivamente una soluzione | Il mediatore si limita a facilitare il dialogo, senza proporre soluzioni |
| Può essere più informale | Più strutturata, spesso obbligatoria per alcune materie |
| È più breve e semplice | Può avere una durata e un percorso più articolato |
Chi è il conciliatore?
Il conciliatore è il termine improprio col quale, a volte, si suole indicare un mediatore ; ovvero un professionista abilitato nella gestione dei conflitti, iscritto in un Albo tenuto presso il Ministero della Giustizia e inserito negli elenchi degli organismi di conciliazione, rectius, mediazione.
Requisiti e formazione
Deve possedere:
- Laurea (non necessariamente in giurisprudenza)
- Avere frequentato e superato un Corso di formazione erogato da un Ente di formazione accreditato presso il Ministero della Giustizia
Il giudice conciliatore: una figura chiave ora soppressa
Il giudice conciliatore era un magistrato onorario con il compito di risolvere in via amichevole o, in caso di esito negativo del tentativo di conciliazione, giudicare cause di minore importanza. La sua figura è stata soppressa con l’istituzione del Giudice di Pace, che ha assunto le sue competenze.
- Quando interveniva Poteva proporre un accordo durante il processo se riteneva che vi fossero i presupposti per una soluzione pacifica.
- Potere decisionale Non imponeva la soluzione, ma favoriva l’incontro tra le parti suggerendo una proposta di conciliazione.
Conciliatore civile: ruolo e responsabilità
Il conciliatore civile o meglio, il Mediatore Civile e Commerciale opera in ambito stragiudiziale, all’interno di organismi di mediazione accreditati come le Camere di Commercio o la Camera di Mediazione Nazionale.
Ambito applicativo
È chiamato a gestire controversie in ambito civile e commerciale. A titolo esemplificativo e non esaustivo:
- Tra privati
- Tra imprese
- In materia di locazioni, contratti assicurativi, bancari, diritti reali etc.etc.
Come si arriva a una conciliazione efficace
- L’importanza della collaborazione delle partiIl successo della conciliazione dipende dalla disponibilità delle parti a collaborare. L’apertura al dialogo è essenziale.
- Comunicazione e negoziazioneLe parti possono esporre le proprie ragioni, ascoltare l’altro e trovare un terreno comune.
Il ruolo del mediatore nella conciliazione
Il mediatore o conciliatore (come veniva chiamato questo professionista subito dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 28/10) non prende posizione. Garantisce che il dialogo si svolga in un clima costruttivo e imparziale.
Tecniche di facilitazione
Utilizza strumenti come:
- Riformulazione dei concetti
- Separazione dei problemi dalle persone
- Proposte esplorative
Esempi pratici di conciliazione riuscita
- Controversie condominialiDue condomini in lite per rumori notturni si accordano su orari di silenzio e spese condivise, evitando la causa.
- Liti familiariIn una disputa ereditaria, i fratelli decidono di dividersi i beni tramite conciliazione, mantenendo il rapporto personale.
- Contratti commercialiUn’impresa contesta i tempi di consegna di un fornitore. Tramite conciliazione si stabilisce un nuovo calendario e un risarcimento simbolico.
Quando la conciliazione non funziona: limiti e alternative
Motivi di insuccesso
- Mancanza di volontà a trattare
- Rigidità delle posizioni
- Questioni legali troppo complesse
Passaggio al giudizio ordinario
Se fallisce, le parti possono rivolgersi al tribunale, portando eventualmente l’esito negativo della conciliazione come prova del tentativo effettuato.
Domande Frequenti sulla Conciliazione (FAQ)
No, salvo nei casi in cui la legge prevede l’obbligo della mediazione obbligatoria, come ad esempio in materia di contratti bancari, responsabilità medica e condominio.
Dipende dalla complessità del caso, ma in genere varia da qualche settimana a pochi mesi
Professionisti formati e iscritti agli organismi di mediazione riconosciuti dal Ministero.
Sì, se le parti non collaborano. Tuttavia, il tentativo è comunque utile come base per un eventuale giudizio.
L’assistenza legale è obbligatoria se la lite riguarda determinate materie tassativamente stabilite; in ogni caso la presenza dell’avvocato è consigliata soprattutto nei casi più complessi.
L’elenco completo è disponibile sul sito del Ministero della Giustizia.



