
Affrontare una controversia legale genera spesso preoccupazioni per i tempi lunghi e i costi elevati dei tribunali. Tuttavia, la legge italiana offre strumenti efficaci per risolvere le liti in modo pacifico e riservato.
Raggiungere un accordo stragiudiziale è diventata oggi la soluzione primaria per cittadini e imprese che desiderano tutelare i propri diritti in tempi rapidi.
In questa guida, gli esperti della Camera di Mediazione Nazionale spiegano in modo chiaro e accessibile come funziona la procedura stragiudiziale e perché affidarsi a un organismo qualificato fa la differenza.
Extragiudiziale o Stragiudiziale: Qual è la Differenza?
Quando si cerca un’alternativa al tribunale, è facile imbattersi in un vocabolario tecnico che può generare confusione. Una delle domande più frequenti poste ai consulenti della Camera di Mediazione Nazionale è proprio questa: è più corretto parlare di procedura extragiudiziale o stragiudiziale?
La risposta è rassicurante: nel diritto italiano e nella pratica professionale, queste due parole sono sinonimi assoluti.
Entrambi i termini descrivono esattamente la stessa cosa:
- Il Significato: Entrambe le parole indicano un’azione che si svolge letteralmente “al di fuori” (extra o stra) del giudizio ordinario.
- L’Obiettivo Pratico: Qualsiasi attività, trattativa o accordo finalizzato a risolvere una controversia legale senza l’intervento diretto di un giudice e lontano dalle aule di tribunale.
Pertanto, che si parli di cercare un “accordo extragiudiziale” tramite i propri legali, o di avviare formalmente una “mediazione stragiudiziale” presso un ente accreditato, il traguardo è identico.
L’intento è sempre quello di restituire alle parti il controllo sulla decisione finale, garantendo massima riservatezza, un netto abbattimento dei costi e tempi certi rispetto a una logorante causa civile.
Le Fasi del Procedimento Stragiudiziale
Avviare un procedimento stragiudiziale significa intraprendere un percorso chiaro e strutturato, finalizzato a far incontrare le parti per trovare una soluzione condivisa ed evitare il tribunale.
Sebbene la procedura extragiudiziale possa assumere diverse forme (dalla semplice trattativa tra avvocati fino alla negoziazione assistita), è nella mediazione civile che questo iter trova la sua massima efficacia e sicurezza.
Ecco i passaggi fondamentali:
- L’Istanza di Mediazione L’iter prende il via con una comunicazione ufficiale. Mentre in una trattativa privata si utilizza una semplice lettera di diffida, nella mediazione civile il processo inizia con il deposito di un’istanza formale presso un organismo accreditato, come la Camera di Mediazione Nazionale. Sarà la Segreteria dell’ente a occuparsi di convocare ufficialmente la controparte.
- Il Primo Incontro Nel giorno stabilito, le parti si incontrano con il mediatore. Nella prima seduta si illustrano le regole, i costi e si verifica la concreta volontà di tutti di avviare un confronto finalizzato al raggiungimento dell’accordo. Se la controparte non si presenta o si decide di non proseguire, viene redatto un verbale in cui si dà atto dell’impossibilità di trovare una soluzione stragiudiziale.
- Sessioni Separate È il cuore della procedura. Il mediatore agevola la comunicazione attraverso sessioni congiunte (tutti insieme) o private (il mediatore parla separatamente con ciascuna parte). Questo metodo permette di superare le ostilità e far emergere i reali interessi economici e personali, superando le rigide posizioni legali.
- La Redazione dell’Accordo Finale Se la trattativa va a buon fine, i termini dell’intesa vengono messi per iscritto nell’accordo. A differenza di una semplice scrittura privata, l’accordo raggiunto in questa sede e firmato da tutti gli attori coinvolti chiude definitivamente la controversia, garantendo alle parti tutele legali immediate e inattaccabili. Infatti, ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite dagli avvocati, l’accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Quando le parti aderenti alla mediazione non sono tutte assistite dagli avvocati l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale del luogo dove ha sede l’organismo di mediazione davanti al quale l’accordo è stato raggiunto, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell’ordine pubblico.
Il Ruolo Chiave del Mediatore Civile
Nelle procedure di mediazione, il successo della trattativa dipende in gran parte dalla figura che gestisce il tavolo del confronto. L’incontro non è lasciato al caso, ma è guidato da un professionista esperto in tecniche di mediazione.
- Terzietà: Il mediatore stragiudiziale (spesso ricercato anche con il termine di conciliatore stragiudiziale) è una figura terza, neutrale e imparziale.
- Competenza: Non giudica chi ha torto o ragione, ma facilita il dialogo e aiuta le parti a far emergere i reali interessi in gioco.
- Riservatezza: Tutto ciò che viene detto davanti al mediatore è strettamente confidenziale e non può essere usato in un eventuale futuro processo.
I Vantaggi dell’Accordo in Sede di Mediazione
Scegliere la mediazione civile rispetto a una causa ordinaria offre vantaggi tangibili che tutelano il patrimonio e la tranquillità delle parti coinvolte.
| Caratteristica | Causa in Tribunale | Procedura in Mediazione |
| Tempi | Diversi anni (spesso oltre 3 anni) | 6 mesi (Il procedimento di mediazione ha una durata di sei mesi, prorogabile dopo la sua instaurazione e prima della sua scadenza, per periodi di volta in volta non superiori a tre mesi) |
| Costi | Elevati e incerti | Contenuti, predeterminati e con agevolazioni fiscali |
| Esito | Rimesso al giudice (rischio di soccombenza) | Concordato tra le parti (nessun “perdente”) |
Nota Legale Importante: l’accordo raggiunto in sede di mediazione, una volta firmato dagli avvocati e dal mediatore, costituisce titolo esecutivo. Questo significa che ha lo stesso identico valore di una sentenza del giudice: in caso di inadempimento, permette di procedere direttamente con l’esecuzione forzata.
Come Avviare la Tua Procedura
Risolvere un conflitto non deve necessariamente trasformarsi in una logorante battaglia legale.
Grazie alla Camera di Mediazione Nazionale, puoi avviare il tuo percorso in modo semplice, anche online, affidandoti a professionisti accreditati dal Ministero della Giustizia.
Se desideri chiudere una lite in tempi brevi e con costi certi, il nostro staff è a tua completa disposizione per valutare il tuo caso e guidarti passo dopo passo.
FAQ
Un accordo raggiunto in sede di mediazione, una volta sottoscritto dalle parti, dagli avvocati e dal mediatore stragiudiziale, costituisce titolo esecutivo. Questo significa che ha esattamente la stessa forza e validità di una sentenza emessa da un giudice. In caso di mancato rispetto dell’accordo, è possibile procedere direttamente con l’esecuzione forzata.
Il grande vantaggio delle procedure di mediazione è la rapidità. Per legge, il procedimento stragiudiziale in mediazione deve concludersi entro 3 mesi dal deposito dell’istanza. Le parti possono decidere di comune accordo di prorogare questo termine per altri 3 mesi, ma i tempi rimangono in ogni caso infinitamente più brevi rispetto agli anni necessari per una causa civile.
Nelle materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità (chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione), l’assistenza di un avvocato è obbligatoria. Nelle mediazioni volontarie, l’assistenza legale è facoltativa.
Se durante gli incontri con il mediatore civile e commerciale non si riesce a trovare un punto d’incontro, viene redatto un “verbale di mancato accordo”. A quel punto, avendo comunque assolto (nelle materie di cui all’art. 5 del D.Lgs. 28/10) l’obbligo di tentare la conciliazione, le parti sono libere di adire il giudice per avviare (o proseguire) una causa ordinaria. Resta inteso che le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle stesse dichiarazioni e informazioni non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.
Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all’autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell’articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell’articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.
I costi sono certi, trasparenti e nettamente inferiori a quelli di una causa in tribunale. Le tariffe (chiamate indennità) sono regolate dal Ministero della Giustizia e variano in base al valore della controversia. Inoltre, lo Stato incentiva la risoluzione pacifica delle liti offrendo importanti agevolazioni fiscali e crediti d’imposta fino a 600 euro per chi conclude con successo una procedura extragiudiziale. Inoltre, tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale e l’accordo di conciliazione sono esenti di registro entro il limite di valore di centomila euro, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente.



